23 Ottobre 2014

Questa bozza era presente da un po’ nell’editor del sito, la pubblichiamo con circa due anni e mezzo di ritardo ciao.

MAGGIO 2012

MAR 8 Maggio – GLUE – Firenze

MER 9 Maggio – DIROCKATO – Monopoli (BA)

GIO 10 Maggio – CIRCOLO DEGLI ARTISTI – Roma w Quartieri e Alessandro Raina

VEN 11 Maggio – YOUTHLESS CLUB – Rieti

SAB 12 Maggio – CELLAR THEORY – Napoli w Riviera

DOM 13 Maggio – UNIVERSAL – Eboli w Vacanza

La prima serata a Firenze è andata abbastanza molto bene, era la prima con Suri al mixer, che se l’è cavata niente male, c’erano tanti amici che sono passati e abbiamo conosciuto un po di facce nuove venute a sentirci, una ragazza ci ha chiesto Ehi Sintonia cosí la scaletta è stata la piú lunga mai fatta, 17 pezzi! Siamo andati a letto presto e morigerati perché siam preoccupati per le 7 ore di domani per andare a Monopoli. In furgone si ascolta tanto Lil Angel$ e si parla molto di estate.

Mi sono svegliato con un mal di gola terribile, cazzo speriamo passi in fretta altrimenti qua non si canta mica.

E’ passato un altro giorno e stamattina la voce é tipo un gorgoglio cavernoso. Ieri sera é andata anche bene. Guarda fuori, sta il furgone? Sta, sta. Ok bene. Lucio, i ragazzi di Dirockato e tutti gli altri Annakia, Angelo è stata una bella festa con un sacco di gente. La voce é mancata, Mone ha cantato La fine del giorno, la parte di Costanza!

Sveglia alle 9 per andare a Roma agli studios di Coming Soon TV.

Prime due date andate bene, nonostante un principio di maldigola…… ……maldigola manifestatosi appieno giusto stasera, al circolo degli artisti, forse la data piú importante del tour, con mille interviste, tanta gente, il nostro booking presente e cazzi e mazzi. Na vera merda, alcune canzoni al primo fail grave per gola scarsa finivano in mutismo. Altre erano più alla portata quindi le cantavo tutte nonostante alcune stonature “umoristiche”. Risultato: testa da un altra parte, concentrazione in fumo, sguardo del disagio, scazzi alla chitarra, eppure anche tanto crederci lo stesso, macinare pezzi e crederci, fino a quando non ne puoi più e alla fine ti senti un po svuotato, anche un po dagli sguardi dal pubblico che sembrano proprio poco clementi.

(Ah si, oggi pome siamo stati in tv a uno studio tipo controcampo con attorno la gommapiuma da sala prove e un tipo che aveva una maglietta di
Ratigher. Ci hanno truccato. Assieme a noi, dalla truccatrice (bona), c’era un comico che si sentiva molto famoso.)

Ecco, a fine serata si presentano due fan veri che comprano roba facendo riaprire il banchetto chiuso e ci infondono fiducia, descrivendoci la serata come l’abbiamo vissuta noi: sputare sangue per dare il massimo nonostante quello stronzo del cantante non abbia uno straccio di voce.

Fabio e Vincenzo ci hanno portato a pranzo a “I porchettoni der pigneto”: non mi piace fare il classico discorso da milanese “mangiato un casino, pagato un cazzo”, quindi riporteró solo tre cose: chili di porchetta consegnata (sbattuta) sul tavolo in cartoccio di carta per alimenti, cameriere grasso somigliante a un simpatico maialino e musica romana nell’aria: “Fammi pian piano un pi.. / Fammi pian piano un pi.. / Fammi pian piano un piccola dichiarazione d’amor!”

(Cmq giorno dopo giorno Suri si rivela fondamentale per la vita on the road. E poi, in fondo, é anche un ragazzo simpatico. Se la tira un po’, ma poi la sera a letto si fa perdonare tutto.

Rieti é vicina, il locale piccolo ma ottimo, si chiama Youthless, i ragazzi Stefano e Brizio, hanno gran buongusto e ci procurano anche l’aerosol. Faccio due giri in farmacia a prendere il cortisone, il centro cittá é proprio bello. La sera c’è poca gente ma quando attacchiamo entrano tutti e alla fine é un vero pubblico! Anche stasera Mone e Simo cantano qualche pezzo perché la mia voce é proprio a pezzi. Una richiesta dal pubblico viene disattesa, Bolgia Celeste: potrebbe proprio non venirci. Poi Abdul era molesto e alto due metri quindi siamo scappati a letto presto, sulle 3. E’ rimasto con noi anche Marti che ci ha raggiunti da L’Aquila e dice che non beveva cosí tanto dall’erasmus in Texas. A pranzo Stefano ci ha portati tutti in una trattoria ottima.

Sulla strada per Napoli ascolto i Raein in cuffia (Costellazione) e mi scoppia il cuore di felicità.

A Napoli il fonico ritarda di due ore, e questo ritardo non ci molla più, suoniamo all’01 e prima di noi i Riviera alle 00. Il Cellar Theory è un CONDENSAto di pazzia e buoni sentimenti nascosto 5 metri sotto terra. In senso letterale. Gran sudata e gran bella serata.

Ciao Federica, tu si pazza!

Sveglia in ostello a fianco a Ethan e Hugo, metropolitana, parcheggio, furgone, carico al locale, fretta, 50 minuti, Nocera inferiore, i ragazzi di Radio Kolbe ci aspettano in studio per intervistarci dicendo un sacco di parolacce “ma almeno ci hanno consigliato un buon posto per pranzo” per dirla con le parole di Emily. Poi ci fregano sul prezzo, ma almeno era tutto molto buono. Ci dirigiamo a Eboli verso le 16.

Ci svegliamo nel bellissimo casolare nella campagna di Eboli che Peppe ci ha preso per dormire e ci sentiamo come arrivati in fondo a una bella cosa. Fuori i cani, gli uccellini e l’albicoccheto, la quiete dopo l’acquazzone di stanotte, l’aria tersa esalta i colori, il grano giallo schiacciato, gli alberi verdi, dei nuvoloni grigio piombo e altri bianchissimi, lo scenario é mozzafiato. La colazione é in tavola in cucina e al piano di sotto un cane abbaia. Si dice che dopo la strippata di colapesce tutta l’ospitalità del sud sia migliorata di botto. Vedi?

Ripensiamo alla gradinata a fianco al Bar Universal, ai Vacanza, amici che non sapevamo ancora di avere, a Felice a Fulvio e tutte quelle allegre facce da schiaffi e ridiamo ancora. Il sangue di un mio dito che è schizzato su tutta la chitarra e gocciolato anche sui pedali. Il nostro primo tour lo abbiamo affrontato da persone grandicelle e ci siamo anche divertiti. Tralascio gli episodi di bravitù assortite un po da parte di tutti (ma specialmente di Motobecane) perché qua ci diamo un tono. Bravi siamo stati.

(…)

Culture Wars “Poptimism” dovete ascoltare il loro singolo “Requièm for
a drum”, o anche [ho trovato questo appunto qui, non mi ricordo chi mi ha detto queste cose a Eboli, cmq evidentemente ho lasciato la frase a metá].