1 Marzo 2012

I Cosmetic sono di Rimini, dal 2000 che li ha visti affacciarsi sulle scene hanno superato parecchi avvicendamenti di organico e ora, due anni dopo il più acerbo Sursum Corda (una coproduzione Tafuzzy/Cane Andaluso), sono giunti al secondo album: undici tracce che i ragazzi preferirebbero non fossero inquadrate nello shoegaze (tutto sommato a ragione, benché i suoi echi siamo piuttosto evidenti)  né tantomeno – non lo dicono in modo esplicito, ma c’è da metterci la mano sul fuoco – nel famigerato “emo”. E’ comunque un dato di fatto che il gruppo si muova proprio fra queste due tendenze, giocando come fra toni visionari/avvolgenti ora più morbidi e ora più spigolosi, inclinazioni crepuscolari, voce lamentosa e versi scaturiti da un malessere al quale, però, non sembra esserci abbandono passivo; note di merito per l’incisione, che evita eccessi di levigatezza, rimarcando quindi la genuinità della proposta, e per alcuni pezzi dotati di spunti più felici della (peraltro buona) media, che di sicuro saranno sussurrati piangendo tra le mura delle camerette di tanti indie kids. (?–?)