RUMORE – “Un amalgama sonoro che è un vero e proprio trademark. Sia che i ritmi rallentino e la melodia sia libera di svilupparsi flirtando col miglior pop in circolazione, sia che la violenza del suono si propaghi in direzione shoegaze, il risultato non cambia. La formula dei cosmetic è freschezza musicale messa al servizio di un talento multiforme e mai domo. Gli ingredienti sono quelli che conosciamo bene: riff voraci, timbrica naturale, intelaiatura sonora che privilegia stavolta i sentimenti che non si mostrano in punta di piedi. Libertari e capaci di strattonare ai massimi livelli, anche qaundo raccontano con gusto naif la crisi che divora il quotidiano. Come sposare il rumore d’intorno coi paesaggi interiori: l’alchimia è pregna di sostanza e funziona nel verso giusto.” (ESTER APA)
ROLLING STONE – “E’ il loro terzo album (il secondo per La Tempesta Dischi) ed è meraviglioso. Ascoltando Conquiste, giusto per darvi una bussola, vengono in mente i nostri gruppi preferiti degli anni 90: in testa a tutti i Sebadoh, ma anche gli Smashing Pumpkins di Siamese Dream, gli Stone Roses e quei mostri sacri dei Sonic Youth. Ah, sono romagnoli e cantano in italiano. La loro musica è intrisa di malinconia: il paragone più “contemporaneo” che mi viene in mente sono i Pains of Being Pure at Heart. I Cosmetic sono perfetti per chiunque creda che una qualche Williamsburg possa esistere anche in Italia.” (MARINA PIERRI)
BLOW UP – “Efficace e robusto il rock dei Cosmetic, non particolarmente originale ma di ottima fattura. Si pensa alle band colorate e fresche dei 90 inglesi, e rispetto al modello shoegazer ch aveva guidato le prove precedenti c’è una maggior abilità nel coniugare le ruvidità sonore dei riff quasi metal con la predisposizione melodica: più Garbage che My Bloody Valentine, insomma, e per capirsi basti sentire l’attacco al fulmicotone di Lenta Conquista. E’ il terzo album per questa band romagnola, ormai matura per un salto di qualità.” (BIZARRE)