13 Aprile 2013

Va ora in onda il secondo ed ultimo episodio del blog Trabdoor. E’ l’elenco dei DIECI motivi per cui i Primus sono diversi da tutti, e probabilmente anche migliori di tutti.

1. Il primo disco live

Il trio di San Francisco è tra i pochissimi gruppi nella storia della musica ad aver pubblicato come proprio esordio, la registrazione di un loro concerto dal vivo. Nulla di impeccabile per carità, ci sono anche piccoli errori o stonature, nulla di lungo o auto celebrativo, solo 9 pezzi che si riveleranno poi essere tra le hit più amate di tutta la carriera, ma fin da subito si sente la potenza live, la tecnica fuori dal comune ma soprattutto le idee chiare del gruppo. E una folla in delirio. Mentre loro già da subito con il loro ego smisurato ma auto ironico fanno “Ehy, we’re Primus, we suck” (“Ciao siamo i Primus, siamo scarsi”).

2. Passione per la pesca
Nessun gruppo inizia la propria carriera con un pezzo intitolato “John the fisherman” che parla di un bambino che da grande vuole essere il più grande pescatore del mondo e poi continua a pubblicare con continuità pezzi e dischi devoti a questa grande passione (John the fisherman, Fish On, The Ol’ Diamondback Sturgeon, Captain Shiner, Blame it on the fish etc). A maggior ragione se vieni dal metal e tutti quelli che giravano con te nella Bay Area nel frattempo fanno dischi su violenza, carnali, Satana e la morte secca.

3. Cantastorie di personaggi assurdi
Nessun gruppo della storia è stato in grado (a parte Tom Waits) di allineare una così lunga serie di pezzi narranti personaggi strambi, animali buffi, storie mozzafiato di elefanti, equilibristi, schifosi becchini, avventurieri, gatti playboy, ubriaconi, puzzole invidiose, piloti pazzi, pescatori, astronauti, inventori suicidi e nuotatori anni venti uno via l’altro. Il tutto con una vocetta nasale a metà tra Paperino (Frank Zappa?) e un demonio del gioco d’azzardo incarnato.

4. Copertine in pongo
Ah, niente, le copertine dei dischi e dei dvd sono TUTTE sculture di pongo, dal 1989 al 2013. Lance Montoya le ha fatte tutte lui, praticamente. Compreso il menu interattivo del dvd “Animals should not try to etc.”, una cosa che da sola ti fa perdere un pomeriggio senza vedere alcun contentuto.

5. Passione per i formaggi
Nessun gruppo ha una così grande passione per il formaggio, sia esso cheddar, queso, quesadilla coi nachos, sia esso una porzione che cade in terra, una forma intera o un mare da navigarci dentro con una nave di pongo. E’ un plus, no?

6. Cambi di tempo
Nessun gruppo mai ha avuto così tante canzoni che iniziano come una polka, un lento o una marcetta pseudo reggae e a metà di una battuta qualunque in una strofa qualunque parte un treno di grancassa con sopra un delirio slap e iper-assolo di chitarra. Sentitevi The Heckler.

7. Brown album
Nessun gruppo si era mai azzardato a fare un disco marrone. Hanno cominciato i Beatles, credo, con l’immacolato White album, seguito anni dopo dai Metallica con il minaccioso Black album, i Weezer con il mitico Blue Album, Jay-Z con il Grey Album, e Britt Nicole con il suo magnificente Gold Album, e sono sicuro esistano quasi tutti i colori belli. Ma il marrone. Sinceramente. Nessuno vuole infangarsi con il marrone, in musica, per evidenti motivi, cazzo! E invece. Idee chiare. Sempre. E venga messo per iscritto che sono anche l’unico gruppo della storia che quando vengono mollati dallo storico iper tecnico batterista fautore della loro fortuna, ne prendono un altro che non solo è meno tecnico, ma ha anche abbastanza personalità da fare del Brown Album un grandissimo disco con uno stile ben preciso ed entrare diritto (e non steso) nei cuori dei fan.

8. Rancho Relaxo
Nessun gruppo che si è fatto lo studio in casa proprio gli ha dato un nome così bello. Rancho Relaxo. Opinabile? Scrivici.

9. Collaborazioni
Se conoscete qualcuno che ha collaborato sia con i Metallica che con Tom Waits, suonato in tour con i Korn e inciso la sigla di South Park (!!!!), continuando ad avere attorno la stessa aurea di artisti e persone “che hanno le idee chiare” scrivetelo qua sotto. Esatto, Lou Reed non vale.

10. Les Claypool
Quello che sarebbe dovuto stare in prima posizione come motivo lo mettiamo qua, perché probabilmente basterebbero già da soli i primi 9 motivi. Les Claypool è senza  ombra di dubbio il bassista più abile al mondo. Quando esordì col primo disco aveva 26 anni, ma non so perché io non riesco a immaginarmelo un giovane come gli altri, ha sempre avuto un aspetto e dei gusti da pensionato hawaiano 85enne sotto cocaina e con la fissa degli occhiali da aviatore della Seconda Guerra Mondiale. Leggenda vuole che pochi anni prima avesse fatto il provino per sostituire Cliff Burton nei Metallica e fosse stato scartato per il suo look bizzarro. Di fatto nessuno aveva mai suonato prima con entrambe le mani sul manico in un tapping continuo, o lo aveva strummato con quattro dita invece che con le solite due, o aveva mai messo la leva del vibrato al basso. O aveva mai cantato lunghe filastrocche in rima sullo stato dell’america di oggi sotto forma di storielle pongo-metaforiche mentre ballava come un elfo pieno di funghetti e teneva un giro di basso slap in 13/17 su tre corde, vestito da maresciallo di ventura e incitando il pubblico a tagliare per il lungo un sigaro e riempirlo di erba matta. Mai nessuno prima di Les Claypool.

Post Scriptum
Vengo da un paese di milleduecento anime che ha organizzato un pullman di 55 persone quando sono tornati i Primus in Italia dopo una decina d’anni dal loro ultimo passaggio, ma questo non cambia una virgola circa l’oggettività dei sopra elencati fatti.

 

“Everybody say – Larry you’re a bastard” “LARRY YOU’RE A BASTARD!!!”

 

Grazie Tum